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Matteo Di Cristina

Il motivo per cui le tue ads vengono ignorate


Ciao e benvenuto in un nuovo episodio settimanale di Marketing Insider.

Negli ultimi giorni mi sono immerso in un tema che secondo me cambierà parecchio il modo in cui faremo marketing nei prossimi anni.

Non sto parlando dell’ennesimo tool AI per creare ads più velocemente, né dell’ultima funzione di Meta che promette di semplificare la vita ai media buyer.

Sto parlando di qualcosa di più profondo: il fatto che oggi le piattaforme stanno iniziando a capire sempre meglio come reagisce il cervello umano davanti ai contenuti.

E quando inizi a ragionare in questo modo, ti accorgi che molte cose che pensavamo fossero “creatività”, “trend” o “algoritmo” in realtà hanno una spiegazione molto più semplice.

Per anni il marketing sui social è stato basato su test, esperienza e intuizione. Creavi tante ads, capivi quali funzionavano, tagliavi quelle deboli e scalavi quelle vincenti.

Questo processo continuerà a esistere, ma oggi stiamo entrando in una fase diversa: una fase in cui possiamo iniziare a progettare i contenuti partendo da come le persone li percepiscono davvero.

E qui arriva il punto centrale di questa newsletter: la vera battaglia non è più solo attirare attenzione. È diventare il contenuto più facile da capire, più naturale da consumare e meno faticoso da processare per il cervello umano.

Molti brand di eCommerce stanno perdendo proprio qui. Pensano che servano ads più belle, più elaborate, più creative.

Quando spesso, invece, vince chi riesce a comunicare il messaggio nel modo più semplice e immediato possibile.

Perché questo tema è molto più importante di quanto sembri

Prima di entrare nella parte pratica, voglio fare una distinzione importante. Capire come funziona il cervello umano non significa manipolare le persone.

Significa comunicare meglio.

Questi strumenti e queste logiche possono essere usati in due modi. Puoi usarli per creare contenuti più chiari, più utili e più rilevanti per il tuo pubblico. Oppure puoi usarli per spingere messaggi aggressivi, confusi o manipolativi che magari funzionano nel breve periodo, ma distruggono fiducia nel lungo.

E secondo me questa sarà una delle grandi differenze tra i brand che cresceranno davvero e quelli che bruceranno il rapporto con il proprio pubblico.

Perché nel breve periodo puoi anche forzare una vendita, ma nel lungo periodo vincono i brand che riescono a farsi capire, ricordare e scegliere senza sembrare disperati.

Il marketing migliore non è quello che “frega” le persone. È quello che rende più semplice prendere una decisione giusta.

Ed è proprio da qui che dobbiamo partire.

Perché le ads animate AI stanno invadendo Instagram e TikTok

Probabilmente le hai già viste anche tu.

Ingredienti animati che parlano, personaggi in stile cartoon, oggetti con occhi e facce, mini-storie con voce narrante, scenette semplici che spiegano un problema e poi mostrano la soluzione.

Fino a poco tempo fa sembravano contenuti quasi troppo semplici, a tratti anche un po’ strani.

Oggi invece stanno funzionando in tantissime nicchie: skincare, integratori, pet, pulizia casa, benessere, haircare, prodotti per la salute, accessori e molto altro.

La spiegazione superficiale è: “È un trend”.

Ma secondo me questa spiegazione è troppo debole.

Il motivo per cui questi contenuti funzionano è che il cervello li capisce con pochissimo sforzo. Sono visivamente semplici, hanno personaggi chiari, un problema facile da riconoscere e una narrazione quasi impossibile da fraintendere.

Non devi concentrarti. Non devi interpretare. Non devi capire il concept.

Lo guardi e basta.

Ed è qui che succede la magia.

Quando un contenuto sembra intrattenimento, il cervello abbassa le difese. Non lo percepisce subito come pubblicità, non lo tratta come qualcosa che sta cercando di vendergli qualcosa.

Lo tratta come un contenuto facile, leggero e immediato.

Questa è una delle ragioni per cui le ads animate AI stanno funzionando così bene. Non perché siano sempre bellissime.

Ma perché sono facilissime da processare.

Il cervello umano vuole risparmiare energia

Ogni volta che guardi un contenuto, il tuo cervello consuma energia.

E il cervello, per natura, cerca sempre di risparmiarla.

Questo meccanismo nasce da lontano. Per migliaia di anni il nostro cervello ha dovuto decidere velocemente cosa meritava attenzione e cosa no. Doveva capire se qualcosa era pericoloso, utile, irrilevante o troppo complesso da valutare in quel momento.

Oggi quel filtro esiste ancora, solo che invece di decidere se c’è un pericolo reale davanti a noi, decide se vale la pena fermarsi su un contenuto mentre scrolliamo Instagram, TikTok o YouTube Shorts.

Ed è qui che tantissimi brand sbagliano.

Creano ads troppo piene, troppo confuse, troppo furbe, troppo lente da capire. Magari sono anche belle da vedere, ma richiedono uno sforzo mentale iniziale troppo alto.

Il risultato è semplice: il cervello le percepisce come contenuti costosi da elaborare e passa oltre.

Questo cambia il modo in cui dovresti guardare le tue creatività. Non devi chiederti solo “è bella?” o “è originale?”.

Devi chiederti: quanto è facile da capire nei primi due secondi?

Perché spesso le persone non scrollano perché hanno poca attenzione. Scrollano perché il cervello vuole evitare fatica mentale.

E quando un contenuto sembra complicato, anche solo per mezzo secondo, viene ignorato prima ancora di essere compreso.

Una cosa che vediamo continuamente lavorando con gli eCommerce

Questa dinamica la vediamo continuamente anche dentro EcomCoach.

Molti founder arrivano convinti che il problema siano i CPM, l’algoritmo o la saturazione del mercato. Poi analizziamo le creatività e spesso emerge un problema molto più semplice: il messaggio richiede troppo sforzo per essere capito.

Ads belle, ma confuse. Hook poco chiari. Video lenti. Benefici nascosti. Creatività che cercano di essere troppo intelligenti invece che immediate.

E appena semplifichi il messaggio, spesso cambiano anche i numeri.

Per questo oggi gran parte del vantaggio competitivo non sta solo nel budget o nel media buying. Sta nella capacità di comunicare meglio e più velocemente degli altri.

Se vuoi approfondire come analizziamo e costruiamo creatività per i brand di eCommerce che seguiamo ogni giorno, puoi dare un’occhiata ai percorsi e alle risorse che trovi su ecomcoach.it.

La maggior parte delle ads perde nei primi secondi

Questa è una delle parti più importanti da capire se fai advertising oggi.

Una persona non guarda la tua ad con calma, dall’inizio alla fine, come se fosse seduta davanti a una presentazione. La vede mentre sta facendo altro, mentre scrolla, mentre è distratta, mentre il suo cervello sta già filtrando decine di stimoli.

In quel momento hai pochissimo tempo per essere capito.

La parte alta della creatività, il primo frame del video, la headline, il volto, il prodotto, il movimento iniziale: tutto questo pesa tantissimo.

Se il cervello non capisce subito cosa sta guardando, non aspetta. Non ti dà fiducia. Non dice: “Vediamo dove vuole arrivare”.

Semplicemente passa oltre.

Ecco perché tante ads non falliscono perché l’offerta è debole, ma perché il messaggio arriva troppo tardi.

Il beneficio è nascosto. Il prodotto non si capisce. Il problema non è chiaro. Il video parte con tre secondi inutili. La headline è troppo piccola o troppo generica.

In teoria sembrano dettagli.

In pratica sono soldi che perdi ogni giorno.

Per questo, quando analizzi una creatività, devi partire da una domanda molto semplice: una persona completamente fredda riesce a capire in un attimo cosa sto dicendo, a chi mi sto rivolgendo e perché dovrebbe interessarle?

Se la risposta è no, hai già trovato un problema.

La chiarezza oggi vale più della creatività

Questa probabilmente è la lezione più scomoda per molti marketer e founder.

La chiarezza batte quasi sempre la creatività complicata.

Lo so, a nessuno piace sentirsi dire che deve essere più semplice. Soprattutto quando lavori tanto su un concept, su una narrativa, su un’idea visiva o su una campagna più sofisticata.

Però la realtà è che il pubblico non vede tutto il lavoro che hai fatto dietro. Vede solo un contenuto in mezzo a centinaia di altri contenuti.

E in quel momento non premia quanto sei stato intelligente.

Premia quanto sei stato chiaro.

Molti brand cercano di essere troppo brillanti nelle ads. Usano headline misteriose, messaggi astratti, metafore difficili, montaggi troppo elaborati o storytelling che parte troppo lentamente.

Il problema è che ogni secondo in cui la persona deve chiedersi “cosa sto guardando?” è un secondo in cui il cervello sta facendo fatica.

E quando il cervello fa fatica, spesso se ne va.

Le migliori ads, invece, fanno capire subito quattro cose:

  • cosa vendi
  • per chi è
  • quale problema risolve
  • perché dovrebbe interessare

Non serve spiegare tutto nei primi due secondi, ma serve dare al cervello abbastanza chiarezza per restare.

Questa è una differenza enorme.

Attenzione: semplice non significa banale

Qui voglio essere molto chiaro.

Semplice non significa noioso. Non significa piatto. Non significa fare contenuti senza personalità.

Semplice significa che il messaggio è facile da capire.

Poi puoi renderlo interessante, emozionante, divertente, provocatorio o memorabile. Ma la base deve essere chiara.

C’è una differenza enorme tra creare curiosità e creare confusione.

La curiosità funziona quando il cervello capisce il contesto, ma vuole scoprire la risposta.

Per esempio: “Come questo brand ha aumentato le vendite senza aumentare il budget ads”.

Qui capisci subito di cosa si parla, ma vuoi sapere il meccanismo.

La confusione invece nasce quando la persona non capisce proprio cosa sta guardando. Non capisce il prodotto, non capisce il problema, non capisce se il contenuto è per lei.

E in quel caso non nasce curiosità.

Nasce attrito.

Questa distinzione è fondamentale, perché molti brand confondono le due cose. Pensano di creare mistero, ma stanno creando solo fatica mentale.

Pensano di fare branding, ma stanno rendendo il messaggio più difficile da processare.

La vera bravura sta nel rendere il contenuto interessante senza renderlo complicato.

Il formato conta quasi quanto il messaggio

Un altro errore molto comune è pensare solo al messaggio e ignorare il formato.

Ma oggi il formato cambia completamente il modo in cui il cervello percepisce quel messaggio.

Lo stesso concetto può funzionare malissimo in una classica ad troppo pubblicitaria e molto bene dentro un format più naturale, più vicino all’intrattenimento o più simile ai contenuti che le persone consumano già.

Per questo dovresti studiare non solo le ads dei competitor, ma anche i contenuti che il tuo pubblico guarda per divertimento.

Che creator segue? Che video salva? Che meme condivide? Che format guarda senza sentirsi vendere nulla?

Questa ricerca vale oro.

Perché il tuo obiettivo non è solo “dire la cosa giusta”.

Il tuo obiettivo è inserire la cosa giusta dentro un contenitore che il cervello accetta volentieri.

È per questo che funzionano creator-style, UGC naturali, mini-storie, video educativi semplici, animazioni e contenuti che sembrano più intrattenimento che pubblicità.

Non perché la pubblicità sia morta, ma perché la pubblicità percepita come pubblicità viene filtrata molto più velocemente.

Studia l’intrattenimento, non solo le ads

Questa è una delle cose più pratiche che puoi fare già questa settimana.

Prendi il tuo pubblico e chiediti:

  • cosa guarda quando non sta comprando?
  • quali creator segue?
  • quali contenuti manda agli amici?
  • quali format guarda fino alla fine senza accorgersene?

Dentro quelle risposte trovi spesso più spunti creativi che dentro una libreria di ads dei competitor.

Perché i competitor ti mostrano cosa fanno gli altri brand.

L’intrattenimento ti mostra cosa il tuo pubblico consuma davvero senza resistenza.

Come applicare tutto questo già da domani

La prima cosa da fare è rivedere la parte alta delle tue creatività.

Nelle statiche, la headline e il beneficio principale devono essere visibili subito. Nei video, il primo frame deve comunicare qualcosa di chiaro.

Nei contenuti verticali, i primi secondi devono far capire perché vale la pena restare.

Poi devi semplificare i messaggi.

Prendi le tue ads e guardale come se fossi una persona che non ti conosce.

Capisci immediatamente cosa vendi? Capisci per chi è? Capisci quale problema risolve? Capisci perché dovrebbe importarti?

Se hai bisogno di spiegare troppo, probabilmente la creatività non è abbastanza chiara.

1. Rendi immediato il beneficio principale

Non nascondere il beneficio nel secondo blocco di testo, nel quinto secondo del video o nella caption.

Se il beneficio è forte, deve arrivare subito.

Questo non significa dire tutto subito. Significa far capire alla persona perché dovrebbe continuare a guardare.

Una buona creatività dovrebbe rispondere velocemente a questa domanda:
“Cosa cambia per me se continuo a guardare?”

Se questa risposta non arriva, la persona scrolla.

2. Crea una gerarchia visiva chiara

Non tutto può avere la stessa importanza.

Se in una creatività metti prodotto, headline, benefit, badge, recensioni, prezzo, frecce e grafiche decorative tutte insieme, il cervello non sa dove guardare.

E quando non sa dove guardare, spesso non guarda nulla.

Scegli una cosa principale.

Poi costruisci tutto il resto intorno a quella.

3. Non iniziare i video con secondi morti

Uno degli errori più comuni nei video è partire troppo lentamente.

Logo, intro, inquadratura neutra, frasi generiche, attesa prima di entrare nel punto.

Sui social questo è pericolosissimo.

I primi secondi devono dare subito un motivo per restare.

Può essere una frase forte, una dimostrazione, un problema riconoscibile, un contrasto visivo, un prima/dopo o una scena che interrompe lo scroll.

Ma deve succedere qualcosa.

Non pensare solo da advertiser

Secondo me questa è la vera evoluzione del marketing moderno.

I brand che vinceranno nei prossimi anni non saranno solo quelli con media buyer bravi o con più budget.

Saranno quelli che capiscono meglio attenzione, percezione, emozione e consumo dei contenuti.

La parte tecnica resta importante, ovviamente. Struttura campagne, tracking, offerte, landing page e numeri contano ancora tantissimo.

Ma se la creatività non riesce a superare il primo filtro del cervello, tutto il resto parte già in salita.

Per questo oggi devi pensare meno come “inserzionista” e più come creatore di contenuti che vendono.

La differenza è sottile, ma enorme.

L’inserzionista chiede:
“Come faccio a promuovere il prodotto?”

Il marketer più evoluto chiede:
“Come faccio a far entrare questo messaggio in un contenuto che le persone vogliono davvero guardare?”

Come sto studiando questi temi

Uno strumento che ti consiglio davvero è NotebookLM di Google.

È gratuito e può diventare molto utile se vuoi studiare più velocemente un argomento complesso.

Funziona in modo semplice: carichi fonti, articoli, PDF, documentazioni, video YouTube o materiali su un tema specifico.

Poi puoi fare domande e ottenere risposte basate sulle fonti che hai caricato.

La funzione più interessante è che può trasformare quei materiali in una specie di podcast AI.

Due voci discutono l’argomento, collegano concetti, fanno esempi e ti aiutano a digerire informazioni che magari, lette da sole, sarebbero molto più pesanti.

Puoi usarlo per studiare neuromarketing, advertising, creatività, psicologia del consumatore, funnel, retention o qualsiasi tema utile per il tuo brand di eCommerce.

Ti lascio il link:
https://notebooklm.google.com/

Il marketing sta entrando in una nuova fase

Secondo me siamo davanti a un cambio importante.

Per anni il vantaggio competitivo era conoscere bene Meta, saper testare campagne, avere budget e muoversi più velocemente degli altri.

Oggi tutto questo conta ancora, ma non basta più.

Il nuovo vantaggio sta diventando capire come le persone consumano contenuti. Come reagiscono nei primi secondi. Cosa le fa fermare. Cosa le fa scorrere oltre.

Cosa rende un messaggio immediato, memorabile e facile da assorbire.

Non serve diventare neuro scienziati.

Ma serve capire una cosa fondamentale: il contenuto che vince quasi sempre è quello che il cervello riesce a capire più velocemente e consumare con meno fatica.

Questo non significa abbassare la qualità.

Significa aumentare la chiarezza.

E per molti brand di eCommerce questa sarà una svolta enorme.

Perché chi continuerà a creare ads pensando solo “facciamo qualcosa di creativo” rischierà di perdere contro chi costruisce contenuti partendo da una domanda molto più concreta:

“Quanto è facile per una persona capire perché dovrebbe interessarsi a questo?”

Vuoi applicare questi principi al tuo eCommerce?

Se vuoi approfondire questi temi e capire come stiamo applicando AI, creatività e performance marketing ai brand di eCommerce che seguiamo ogni giorno, su ecomcoach.it trovi i nostri percorsi dedicati alla crescita e alla scalabilità degli eCommerce.

Che tu stia cercando di migliorare le performance delle tue ads, costruire un sistema creativo più forte o far crescere il tuo brand in modo più strutturato, troverai strategie pratiche basate su ciò che stiamo testando ogni settimana direttamente sugli account dei nostri clienti.

Perché oggi il vantaggio non è solo spendere di più.

È capire meglio come comunicare.

Ed è esattamente quello su cui lavoriamo ogni giorno dentro EcomCoach.

Puoi scoprire tutto qui:
https://ecomcoach.it/

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Con te ci vediamo il prossimo giovedì alle 18:30 con una nuova guida di "Marketing Insider".

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Buono studio e buon lavoro,

Matteo

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Matteo Di Cristina

Youtuber e imprenditore.

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